Settimana a Rifiuti Zero Italia

italy-flag-map-1607882In Italia si è iniziato a parlare di “Rifiuti Zero” dal 2007, grazie a Rossano Ercolini, cittadino di Capannori (Lucca, Toscana), poi premiato nel 2013 con il “Goldman Environmental Prize”. Cos’ha fatto questa persona per meritarlo? Ha affrontato, per la prima volta, con i suoi concittadini il problema dei rischi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti, in particolare dall’incenerimento. Capannori è, così, diventato il primo comune italiano a Rifiuti Zero.

È, infatti, proprio in quegli anni che l’Italia ha visto l’aggravarsi del problema dei rifiuti, specialmente in Campania. Da quel momento l’interesse italiano per i “Rifiuti Zero” è aumentato esponenzialmente. Attualmente l’Italia ricicla circa un terzo dei suoi rifiuti e, nonostante la continua crescita della raccolta differenziata, dovrà fare un grande sforzo per arrivare all’obiettivo del 70% entro il 2020!

Oggi il movimento italiano Rifiuti Zero (www.zerowasteitaly.org) coinvolge oltre 200 comuni italiani che, parallelamente alle reti Zero Waste europee e mondiali, si impegnano a ridurre la quantità di rifiuti urbani residui (rimanenti dalla raccolta differenziata, ossia il 20-25% dei rifiuti totali) tramite una ben precisa strategia (10 passi verso Rifiuti Zero – Carta Internazionale di Napoli), coinvolgendo più di 4,5 milioni di cittadini. Ma non sono ancora abbastanza!
http://bit.ly/1f48wta
http://www.zerowasteitaly.org/comuni-rifiuti-zero/
http://www.rifiutizerocapannori.it/rifiutizero/carta-di-napoli/
http://www.linkiesta.it/rifiuti-zero-italia

Assieme ai cittadini, anche le istituzioni e i produttori devono adottare buone pratiche verso i “Rifiuti Zero”. Sul sito del Ministero dell’Ambiente si legge che l’obiettivo prioritario della politica ambientale è quello della riduzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti. Solo dopo aver attuato azioni in questo senso, bisogna favorire il riciclaggio e il recupero dei rifiuti prodotti ed, infine, si può ricorrere allo smaltimento in sicurezza di ciò che non può essere riciclato o recuperato.
In sintesi:

  1. PREVENZIONE, (riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti);
  2. RICICLAGGIO;
  3. RECUPERO;
  4. SMALTIMENTO finale in condizioni di sicurezza con riduzione del ricorso alla discarica.

http://www.minambiente.it/pagina/rifiuti-cosa-fare

Nella prevenzione i primi ad impegnarsi devono essere, ovviamente, i produttori nel: monitorare i processi di produzione tramite certificazioni ambientali, ridurre le emissioni inquinanti e gli scarti di lavorazione, progettare prodotti compatibili con l’ambiente sia nell’utilizzo che nello smaltimento.
Poi, riguardo a riciclaggio e recupero, i Comuni svolgono un ruolo fondamentale nella corretta “gestione integrata” dei rifiuti, tramite i Consorzi del riciclo e sistemi che raggiungano gli obiettivi minimi di raccolta differenziata stabiliti per legge. Va, inoltre, facilitato il mercato del recupero e il riuso dei rifiuti.
http://www.conai.org/ (Consorzio Nazionale Imballaggi)

Ma cosa può fare un semplice cittadino? Può guidare con le sue azioni sia la comunità e che il mercato verso la strada dei Rifiuti Zero, seguendo esattamente lo stesso percorso di prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento. Vediamo come.

Possiamo prevenire la produzione dei rifiuti, partendo dai nostri acquisti:

  1. Con borse riutilizzabili, carrelli per la spesa, scatole, contenitori resistenti possiamo trasportare i nostri acquisti senza dover ricorrere alle buste in plastica. http://www.portalasporta.it/borse.htm (suggerimenti pratici per la spesa organizzata)
  2. Privilegiamo l’acquisto di prodotti sfusi o alla spina, recandoci al mercato locale più vicino, al negozio di fiducia, alle botteghe di prodotti biologici o equo-solidali, ai gruppi di acquisto solidale di zona, ai distributori automatici di acqua o latte con i nostri contenitori.
    http://www.economiasolidale.net/ (rete dei gruppi di acquisto solidale)
    http://www.distributoriallaspina.it/index.php (info sui prodotti alla spina)
    http://www.greenme.it/consumare/eco-spesa/11736-prodotti-sfusi-perche-comprare-alla-spina (info sui prodotti alla spina)
  3. Dove non è possibile comprare prodotti sfusi, cerchiamo confezioni di grande formato.
  4. Eliminiamo o, se possibile, riduciamo l’acquisto di prodotti usa e getta, come stoviglie, carta per la casa, pannolini e assorbenti ecc., sostituendoli con le alternative lavabili o compostabili, ormai già molto diffuse;
    http://www.viviconstile.org/azioni/alle-feste-solo-stoviglie-compostabili (info sui prodotti alternativi all’usa e getta)
    http://www.nonsolociripa.it/index.php/perche-scegliere-i-lavabili (info su pannolini lavabili)
  5. Quando acquistiamo un prodotto confezionato, controlliamo che sull’etichetta ci siano simboli o indicazioni scritte per il corretto riciclo o smaltimento dell’imballaggio. Evitiamo di acquistare quei prodotti che non hanno alcuna indicazione o che hanno imballaggi composti di materiali diversi non separabili.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Codici_di_riciclaggio http://www.mobilitaparcheggi.com/e107_plugins/content/content.php?content.116#mat http://dandaworld.blogspot.it/2008/06/leggere-il-packagingreading-packaging.html
    http://dandaworld.blogspot.it/2008/06/leggere-il-packagingreading-packaging_27.html
  6. Autoproduciamo quello che possiamo, come ortaggi e frutta (in vaso su un terrazzo o coltivati in un giardino) conserve e succhi, pane e prodotti da forno, yogurt, seitan, latti vegetali, detersivi e cosmetici…
    http://autoproduco.it/
    http://www.erbaviola.com/autoproduzione
    http://www.autoproduciamo.it/

Anche noi possiamo riciclare e recuperare:

  1. Seguiamo bene le indicazioni per la raccolta differenziata fornite dal nostro comune, rispettando modalità, giorni e orari di raccolta dei rifiuti, ma anche nei luoghi di vacanza, servendoci della ricerca informazioni su internet o via app.
    http://www.iriciclo.it/dettagli.asp (app sulle varie modalità di raccolta differenziata nei comuni italiani)
  2. Procuriamoci o fabbrichiamoci una compostiera da giardino o da balcone/terrazzo per raccogliere i rifiuti organici nel caso il nostro comune non vi provveda.
    http://www.compost.it/per-i-cittadini/63-active/588-manuale-di-compostaggio-domestico.html?jjj=1439306815927 (info sul compostaggio domestico)
    http://www.greenme.it/abitare/eco-fai-da-te/4725-come-costruire-la-compostiera-da-balcone-fai-da-te (compostiera da balcone fai da te)
  3. Portiamo i rifiuti ingombranti, i rifiuti elettronici e gli scarti come oli usati, grandi potature e rifiuti tossici o pericolosi nelle aree (o isole) ecologiche attrezzate da ogni comune. La maggior parte dei comuni effettua anche il ritiro a domicilio gratuito. Con una telefonata all’azienda che si occupa localmente della gestione dei rifiuti si può concordare il ritiro.
    http://www.yeslife.it/isola-ecologica-isole-ecologiche-in-italia (info e app per trovare le isole ecologiche in Italia)
  4. Utilizziamo la tecnologia per riciclare meglio, ad esempio app Alcune aziende che provvedono alla raccolta differenziata ne hanno create appositamente, basta cercarle! http://www.junkerlife.com/
    http://www.appdifferenziata.com/
    http://www.dizionariodeirifiuti.it/index.html
    http://www.gruppohera.it/clienti/casa/rifiutologo/
    http://www.a2a.eu/it/clienti/ambiente/puliamo.html
    http://www.quadrifoglio.org/lay_app.php?IDCategoria=242
    http://www.iochiudoilciclo.it/
    https://play.google.com/store/apps/details?id=com.bencyo.rifiuti
  5. Barattiamo, mettiamo in vendita on line o nei mercatini, regaliamo ad associazioni o enti a scopi umanitari tutto quello che non usiamo più ma che è ancora utilizzabile.
    http://www.zerorelativo.it/ (sito di baratto online)
    http://www.reoose.com/ (sito di baratto online)
    http://www.soloscambio.it/ (sito di baratto online)
    http://www.coseinutili.it/ (sito di baratto online)
    http://www.e-barty.it/e-barty2/index.jsp (sito di baratto online)
    http://www.manitese.it/ (associazione che recupera l’usato)
    http://www.cri.it/home (associazione che recupera l’usato)
    http://www.caritasitaliana.it/ (associazione che recupera l’usato)
  6. Impariamo ad utilizzare gli scarti in cucina, si realizzano degli ottimi piatti!https://cucinaeco.wordpress.com/
    http://ecocucina-d.blogautore.repubblica.it/
    http://www.nonsprecare.it/sezione/mangiare
  7. Se abbiamo un po’ di manualità e inventiva possiamo ricreare nuovi oggetti da ciò che non è più utilizzabile. In rete ci sono tantissime idee di riciclo creativo.
    http://dandaworld.blogspot.it/p/blog-page.html (qualche esempio personale)
  8. Infine, riparare o far riparare ciò che è possibile, soprattutto apparecchi elettronici, che sono una grande fonte di inquinamento, ma anche vestiti, borse, scarpe, mobili e mezzi di trasporto.

Insomma, non ci sono scuse per non ridurre i propri rifiuti. E per cominciare a farlo si può condividere la propria esperienza con altre persone come ad esempio in un gruppo Facebook o in un forum. Sarà di sicuro più facile e divertente. Almeno proviamoci!
https://www.facebook.com/groups/famiglierifiutizero/ (qui condivido la mia esperienza)

A cura di Loredana Cramarossa, alias Danda, blogger su Danda World / Edited by Loredana Cramarossa, aka Danda, blogger at Danda World